Cinzia Pedrani, letture di giugno 2019

Letture del mese, giugno 2019

Giugno mi ha regalato tre letture diverse, decisamente diverse.

La prima, non facile e sicuramente non per tutti. Difficile anche cercare di riassumerla.

Il Codice dell’Anima di James Hillman ( sottotitolo: Carattere, Vocazione, Destino ) mi ha catturata fin dall’ inizio, anzi, mi ha catturata soprattutto all’ inizio. Nella parte centrale mi sono un pochino persa e son tornata ad entusiasmarmi negli ultimi capitoli.

La sua teoria in breve: noi nasciamo con una ghianda ( mi ha ricordato il film l’Era Glaciale, ma credo sia un caso ) un compagno segreto, un Daimon , che rappresenta il senso per cui siamo vivi, la nostra vocazione.

Questa ghianda esperime l’idea che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta.

Lui afferma che

“Quanto più la mia vita viene spiegata sulla base di qualcosa che è già nei miei cromosomi, di qualcosa che i miei genitori hanno fatto o hanno omesso di fare e alla luce dei miei primi anni di vita ormai lontani, tanto più la mia biografia sarà la storia di una vittima“.

La parte che ho trovato particolarmente interessante e’ quella in cui parla dei bambini. Ripercorrendo a ritroso la vita di personaggi “straordinari” ( ad esempio il torero Manolete ) l’autore invita i genitori e gli educatori e guardare con un occhio nuovo ai comportamenti “problematici” dei bambini, a non catalogarli subito come patologie ma valutare la possibilita’ che siano strategie messe in campo dal loro Daimon proprio in preparazione di quello che sara’ il destino del bimbo stesso.

Manolete viene descritto come un ragazzino esile e malinconico che vagava per le strade, perduto nei suoi pensieri, spesso nascosto tra le sottane della mamma, prima di trasformarsi un un eroe. Forse aveva sentore di quello che lo stava aspettando, forse intuiva che la sua ghianda era colma di tori spaventosi e usava le sottane della mamma come mantello per proteggersi non essendo ancora pronto. Teoria che trovo molto interessante.

La seconda lettura è di tutt’altro genere: sono passata, non so nemmeno io come mai, ad un libro di storie di Rudyard Kipling ( l’autore di Il libro della Jungla ).

Come mai il Leopardo ha le Macchie’ una raccolta di 6  storie che l’autore ha inventato come favole della buonanotte per la figlia.

Rispondono ad una domanda tipica dei bimbi di ogni epoca.

Perche’?

Perche’ la balena che ha la bocca tanto grande mangia solo pesci piccoli?

Perche il cammello ha la gobba?

Sono sei “ Storie Proprio Cosi’ “ racconti definiti in questo modo dall’autore stesso, perche’ la sua bimba pretendeva che le ripetesse, sera dopo sera, utilizzando sempre le stesse parole.

I bambini sono esseri fantastici.

Un piccolo libro che sicuramente il bimbo in te non potra’ non amare e che ti fornira’ tanto materiale se sei un genitore, uno zio o un  nonno alle prese con bimbi curiosi e affamati di particolari che senza una buona storia della buona notte non si possono addormentare.

La terza lettura, infine, e’ un libro fresco di ristampa, riveduto e ampliato rispetto all’edizione originale del 2011 , che l’autore consiglia di utilizzare come amuleto o come un talismano da portare con se, da tenere in borsa, da consultare nelle nostre giornate.

Risvegliare la macchina Biologica di Salvatore Brizzi : un libro di Potere, Magia, Preghiera.

L’affermazione di partenza e’ questa.

Io sono responsabile al 100% di tutto cio’ che accade nella mia vita.

Se mi segui da un po’ sai che sulla mia scrivania c’è un foglietto di carta con scritto una frase molto simile, quello che vedi in foto. Sincronicita’?

Si snoda intorno a questo concetto.

Quando diamo la colpa di cio’ che ci succede a qualcuno, gli diamo anche il potere di renderci felici o infelici. Questo ci rende persone prive di liberta’,

“ servi, condannati a vivere sperando che nessuno ci faccia mai niente di male ”

In poche pagine l’autore ci regala 7 regole per risvegliare la macchina, due o tre esercizi pratici ed un invito importante.

Utilizzare la preghiera come moto d’amore verso quella parte ancora dolorante di noi. La preghiera, dice l’autore, anticipa e favorisce l’emergere delle emozioni del Cuore.

La presenza, se non accompagnata da compassione, devozione, venerazione, meraviglia … rischia di rimanere un’attivita’ poco piu’ che mentale “.

Se questi argomenti ti risuonano, questo piccolo manuale merita sicuramente una lettura, forse anche due.

Buone letture e buona estate.

P.S. Spoiler. Se osservi bene la foto scoprirai la prima lettura di luglio 

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