Letture del mese, settembre 2019

Settembre e’ stato un mese intenso, per la lettura che mi ha regalato ma non solo. Una sola lettura, caso raro per me, se mi segui lo sai bene. Una, ma bella impegnativa.

Me l’ha consigliata il mio Maestro di Yoga.

L’ho gia’ ripetutamente ringraziato a voce per questo ma lo faccio nuovamente ora. Grazie, grazie, grazie. Mi ha molto emozionato leggere questo libro, sono certa che rimarra’ a lungo  sul mio comodino con i libri che amo rileggere, a tratti, prima di addormentarmi e lo sto’ consigliando a tutti gli amici che mostrano un interesse ad approfondire questo tema.

Merita sicuramente.

Dove va l’anima dopo la morte.: l’argomento e’ tosto, per certi versi ancora un po’ tabu’, soprattutto qui da noi, in occidente.

L’autore , famoso tanatologo e’ stato un uomo di grande cultura che ha dedicato la vita ad approfondire questo tema.

La lettura del testo alterna tratti molto scorrevoli ed appassionanti ( L’accompagnamento del morente, per esempio ) ad altri decisamente piu’ ostici, almeno per me. Ti confesso che un capitolo l’ho saltato a pie’ pari*.

La cosa che mi e’ piaciuta di piu’?

La straordinaria capacita’ dell’autore di collegare le diverse tradizioni sapienziali, l’occhio incredibilmente acuto ad individuarne coincidenze e relazioni che rivelano non solo il suo desiderio di approfondire e spiegare un tema cosi’ delicato ma, in un mondo che va sempre piu’ verso la divisione ( anche in campo spirituale ) , la sua decisa volonta’ di farlo dimostrando come non ci sia in realta’ alcuna divisione, alcuna separazione, alcun muro, ma una comunione di vedute. Una visione comune.

Il testo e’ ricco di citazioni, assolutamente trasversali. Dalla Bhagavad Gita al Corano, dalla Lettera agli Apostoli ai Veda, passando per gli Yoga Sutra di Pantajali e tanto, tanto altro ancora. Usa proprio queste citazioni per spiegare e motivare le sue affermazioni. Mi piace molto.

Non ci provo nemmeno a riassumerlo, e’ un compito troppo arduo per me.

Ti dico solo che parte dalla paura della morte, ne mostra l’assurdita’ visto che:

Cio’ che esiste non puo’ cessare di esistere “  

Bhagavad Gita, 2,176

Ci invita poi a riflettere su come, in realta’, la vita sia solo un ininterrotto flusso di coscienza.

Parla dettagliatamente di come accompagnare i morenti ( capitolo davvero interessante ), di cosa succede nel corpo negli ultimi istanti di vita e poi la dissoluzione interna, fino al bardo del Divenire, alla reincarnazione.

Ho trovato molto utile anche il breve capitolo dedicato al tema degli aiuti dopo la morte.

…due sono le fondamentali energie in grado di attraversare il “ diaframma “ che ci divide dall’ aldila’: l’Amore e la  Compassione.

Assai spesso confondiamo la compassione  con la pieta’ , l’amore con l’emozione, ma e’ proprio l’amore nella sua espressione piu’ pura, meno contaminata da manifestazioni mondane od emotive, che giunge direttamente alle anime disincarnate.

Ed e’  la compassione che unisce il nostro sentire al loro, che permette di raggiungere i morti durante la loro permanenza nell’aldila.

Altra cosa che mi è piaciuta molto e’ la definizione che da di meditazione. Devo dire la piu’ bella da me letta fino ad ora.

La meditazione non e’ affatto un’analisi, ma il riconoscimento di una Coscienza illimitata che e’ la vera natura della nostra mente … La Meditazione è quindi un riconoscimento continuo, senza interruzione, della nostra Coscienza. E’ Coscienza illimitata”.

Bellissimo anche il passaggio in cui parla della paura del giudizio, un timore che , il piu’ delle volte, condiziona in maniera grave la nostra vita e ci terrorizza con l’avvicinarsi della morte.

… Ora mi è piu’ facile dire: non temete il giudizio perche’ non vi sara’ nessuno che vi giudica. Non vi sara’ fatto alcun male: voi sarete esattamente cio’ che siete. Voi sarete accolti con infinito rispetto ed amore, cosi’ come siete stati accolti alla vostra nascita. Questa e’ giustizia! Questo e’ Amore.

Chiudo con il suo pensiero sulla rinascita, incredibilmente simile a quello esposto da Robert Schwartz  in Anime Coraggiose, libro che ho amato moltissimo e che mi ha cambiato profondamente lo sguardo sulla vita.

Il cammino della rinascita e’ lo stesso che abbiamo percorso dopo la morte , in senso inverso…sappiamo chi siamo e dove vogliamo andare…costruiamo un nostro programma evolutivo, scegliendo quindi tutte le condizioni per poter completare il nostro cammino: la famiglia, il sesso, il padre e la madre, la buona o cattiva salute, la maggiore o minore bellezza, l’intelligenza, la condizione sociale, la capacita’ di rapporto con gli altri…

Insomma, una lettura che, a mio avviso, dovrebbe interessare tutti visto che, la morte, e’ la nostra unica certezza o, citando un altro autore che ha scritto molto sul tema:

La morte è la nostra eterna compagna.
E’ sempre alla nostra sinistra, alla distanza di un braccio.
Ti ha sempre osservato e lo farà sempre fino al giorno in cui busserà alla tua porta.

Carlos castaneda, Viaggio a Ixtlan

*Il capitolo che ho saltato e’ il IX, Le figure celesti. Magari piu’ avanti, chissa’.

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